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Giuseppe Boldini (1822 - 1898) Stampa Email

Artista, patriota nasce da una antica famiglia veneziana che ha in Mogliano Veneto le sue proprietà di campagna.

Boldini giovane frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove in seguito insegnerà (si ricordano i suoi studi sul Tiepolo) . Tra i suoi maestri menzioniamo lo scultore Zandomeneghi e Grigoletti che fu uno dei maggiori ritrattisti dell’epoca.

Boldini patriota si è battuto attivamente per l’indipendenza dell’Italia dall’Austria. Nel 1852 viene arrestato a Venezia con l’imputazione di “alto tradimento” per aver cospirato con i mazziniani e aver partecipato ai moti rivoluzionari del ’48 con il grado di capitano. L’artista in carcere si ritrae in gruppo assieme ai compagni, dal disegno le Poste Italiane nel 1952 ricavano un francobollo che commemora i “Martiri di Belfiore”. Giuseppe si salva dalla pena di morte grazie all’amnistia per il compleanno dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe.

Lascia quindi l’Italia e va in Russia presso lo zar Alessandro II, chiamato a realizzare importanti affreschi nella cattedrale San Pietro e Paolo di San Pietroburgo. E qui altri lavori, riconoscimenti, incontri con i grandi artisti dell’epoca, ma sopratutto egli è partecipe e testimone appassioneto di quei fermenti che annunciano la rivoluzione.

Al suo rientro in patria gli viene affidato l’incarico di primo Sindaco di Mogliano Veneto del regno d’Italia, e ancora una volta lo vediamo spendersi per la comunità con il suo contributo morale e civile.

Ed infine è doveroso ricordarlo come acuto e raffinato ritrattista e come autore di pale d’altare e soggetti religiosi sulla scia della tradizione veneta e del suo amato Tiepolo.


 


 
GIUSEPPE BOLDINI E LA PITTURA A TEMA RELIGIOSO Stampa Email

 

L’esame della produzione pittorica a tema religioso di Giuseppe Boldini, come peraltro in genere lo studio della pittura sacra nell’ottocento veneto non può prescindere dal non ancora compiutamente avvenuto recupero critico del periodo.

La formazione propriamente accademica del Boldini avvenne alla scuola del Lazzari, di Giuseppe Borsato, del Lipparini, di Michelangelo Grigoletti, di Luigi Zandomeneghi. Elementi biografici fanno supporre che il Boldini abbia partecipato a quel clima culturale coagulatosi tra il quinto e il sesto decennio del secolo intorno all’insegnamento estetico di Pietro Selvatico, caratterizzato da un rinnovato interesse per la pittura dei “primitivi”, dal crescente accostamento a poetiche puriste e nazarene, da un idealismo in cui coesistono fermenti patriottici ed un verismo per un’arte destinata al popolo. L’ammirazione per il Tiepolo, l’idealismo e la vicinanza a istanze puriste costituiscono il presupposto tecnico e teorico dell’attività di Giuseppe Boldini pittore sacro.

Fu in anni vicini all’esperienza russa che il Boldini realizzò quattro pale d’altare per la chiesa parrocchiale di S. Giorgio di Marcon Venezia, poste il 4 luglio 1865. La pala con S. Giorgio e la principessa costituisce nell’insieme un esempio paradigmatico del riferirsi, nell’ambito dell’Accademia, a quella bipolarità Carpaccio-Tiepolo, che fu particolarmente enfatizzata da Pompeo Molmenti .L’imitazione del Tiepolo, soprattutto come maestro nell’uso delle luci e dei colori è l’elemento di primaria importanza nella formazione pittorica del Boldini. Tra gli appunti dell’artista sono documentate osservazioni dal vivo di opere tiepolesche quali il Festino di Cleopatra all’Ermitage e i dipinti del Tiepolo in palazzo Valmarana a S. Sebastiano a Vicenza.

Una terza pala raffigura S. Valentino in vesti sacerdotali, con in mano un drappo,un libro e la palma, simbolo del martirio. La semplicità formale, quasi astrattizzante, di questa pala, di sapore neomedioevale, implica, oltre a riferimenti all’arte bizantina (vedi il motivo decorativo delle vesti) certo da collegare all’esperienza russa, l’adesione ad una sensibilità rigorosa e depurata, di evidente matrice purista.

Certamente posteriori alle opere di Marcon le pitture moglianesi del Boldini costituiscono una crescente tendenza alla purificazione da elementi formali e decorativi al fine di accentuare l’efficacia didattica e spirituale dell’icona religiosa. Il S. Giuseppe nel deserto è un dipinto notevole per l’accentuata astrazione e la resa sintetica dello sfondo plumbeamente sfumato su cui giganteggia il Santo, ammantato in ampie vesti, dalla consistenza serica e dalla brillante cromia.

Tratto dallo scritto di Donata Samandelli



 
GIUSEPPE BOLDINI E LA RUSSIA Stampa Email

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Boldini arrivò a Pietroburgo nel 1859 per partecipare ai lavori di ricostruzione del teatro Mariinskij. Insieme ad altri maestri russi ed italiani affrescò i palchi ed altri spazi del teatro. Per tale lavoro fu proposta l’assegnazione dell’onorificenza “L’Ordine di Stanislao di terzo grado al pittore dell’Accademia Veneziana Boldini”.

Di nuovo la presenza dell’artista a Pietroburgo è testimoniata per il restauro della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nel 1876 fu chiamato Giuseppe Boldini, già conosciuto e stimato, ad affrescare i tre grandi soffitti della navata centrale della cattedrale.

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GIUSEPPE BOLDINI UOMO POLITICO Stampa Email

 

Giuseppe Boldini nacque il 18 febbraio 1822 a Venezia da Pietro e Caterina Martinelli.   Di famiglia benestante, iniziò lo studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1837 , dove  sviluppò le sue idee politiche. Primaria importanza ebbe la famiglia nel sensibilizzare Giuseppe al patriottismo.

Per avere notizie più precise su Boldini bisogna arrivare al 1848, allo scoppio della rivoluzione a Venezia.   In questa data egli compare nelle liste degli ufficiali dell’armata del Governo Provvisorio, col grado di capitano, pronto a combattere contro l’esercito austriaco.

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