Notice
  • Avviso a norma della Direttiva EU sulla privacy

    Questo sito usa cookie per migliorare la vostra esperienza di navigazione. L'utilizzo del nostro sito implica l'accettazione a installare questi cookie sul vostro sistema.

    Consulta qui la legislazione EU (in inglese)

GIUSEPPE BOLDINI E LA RUSSIA Stampa Email

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Boldini arrivò a Pietroburgo nel 1859 per partecipare ai lavori di ricostruzione del teatro Mariinskij. Insieme ad altri maestri russi ed italiani affrescò i palchi ed altri spazi del teatro. Per tale lavoro fu proposta l’assegnazione dell’onorificenza “L’Ordine di Stanislao di terzo grado al pittore dell’Accademia Veneziana Boldini”.

Di nuovo la presenza dell’artista a Pietroburgo è testimoniata per il restauro della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nel 1876 fu chiamato Giuseppe Boldini, già conosciuto e stimato, ad affrescare i tre grandi soffitti della navata centrale della cattedrale.

 

Riportiamo di seguito degli appunti di Vjaceslav Cerkasskij (studioso russo che ha svolto ricerche sull’artista in Russia)...immobile nella semioscurità della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, per lungo tempo non ebbi il coraggio di sollevare lo sguardo e quando lo feci per poco non mi misi a gridare per lo stupore, tanto perfetta era l’opera eseguita da Giuseppe Boldini, tanto organicamente i suoi affreschi esprimevano l’idea generale della cattedrale .

Dei tre soffitti della navata centrale uno è puramente decorativo, gli altri due narrano la passione di Cristo. Le figure degli angeli con i simboli dei tormenti della croce sono state risolte dall’artista nei limiti di una composizione anulare che si è sviluppata partendo da una base cruciforme. La raffigurazione degli angeli sospesi, una raffigurazione delicata, soffusa ed eterea, la loro particolare serenità unita alla passionalità della forza creativa e dello stile dell’autore, che traspaiono chiari attraverso questa complessione classica, permettono di parlare di un romanticismo classico del maestro veneziano.

Da una lettera di Giuseppe Boldini dalla Russia:”Sai Sergio, ero così sprofondato nel mio lavoro che mi sembrava di vivere in un altro mondo: La gente diceva che nella città c’erano degli insorti che stavano preparando un nuovo attentato, il terzo ormai, contro l’imperatore. Raccontavano di incendi che questa gente attizzava di proposito per creare confusione e a volte davvero arrivava fino a me odore di bruciato. Ma queste voci io non le ho mai sentite. Io dipingevo, dipingevo, dipingevo...”

“Non molto tempo fa sono arrivato da Mosca dove avevano inaugurato il monumento a Puskin, il loro insigne poeta. Non so se hai mai sentito questo nome.. In qualità di ospite d’onore fui invitato nella sala delle riunioni della nobiltà dove per l’occasione lo scrittore Dostoevskij pronunciò un solenne discorso. Figurati, chissà mai perchè Dostoevskij è convinto che ai russi sia stata affidata una singolare missione: unire tutti gli uomini della terra in un’unica fraterna famiglia.”

...”Si, proprio così, mio caro amico, ma devi sapere che s’avvicina il giorno in cui lascerò per sempre questa terra. Non ridere, amico caro, ma a questo pensiero il mi cuore si riempie di angoscia. Oh, so benissimo che laggiù, nella nostra cara patria mi mancherà questa fredda città nordica, mi mancherà questa strana gente che così imperiosamente è entrata nella mia vita, mi mancherà questa enorme cattedrale piena di echi nella quale ho lasciato una parte di me stesso

. E non voglio nemmeno pensare che è vicino il giorno in cui dovrò dire: Addio per sempre, mia Pietroburgo!...”