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Artista, patriota nasce da una antica famiglia veneziana che ha in Mogliano Veneto le sue proprietà di campagna.
Boldini giovane frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove in seguito insegnerà (si ricordano i suoi studi sul Tiepolo) . Tra i suoi maestri menzioniamo lo scultore Zandomeneghi e Grigoletti che fu uno dei maggiori ritrattisti dell’epoca.
Boldini patriota si è battuto attivamente per l’indipendenza dell’Italia dall’Austria. Nel 1852 viene arrestato a Venezia con l’imputazione di “alto tradimento” per aver cospirato con i mazziniani e aver partecipato ai moti rivoluzionari del ’48 con il grado di capitano. L’artista in carcere si ritrae in gruppo assieme ai compagni, dal disegno le Poste Italiane nel 1952 ricavano un francobollo che commemora i “Martiri di Belfiore”. Giuseppe si salva dalla pena di morte grazie all’amnistia per il compleanno dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe.
Lascia quindi l’Italia e va in Russia presso lo zar Alessandro II, chiamato a realizzare importanti affreschi nella cattedrale San Pietro e Paolo di San Pietroburgo. E qui altri lavori, riconoscimenti, incontri con i grandi artisti dell’epoca, ma soprattutto egli è partecipe e testimone appassionato di quei fermenti che annunciano la rivoluzione.
Al suo rientro in patria gli viene affidato l’incarico di primo Sindaco di Mogliano Veneto del regno d’Italia, e ancora una volta lo vediamo spendersi per la comunità con il suo contributo morale e civile.
Ed infine è doveroso ricordarlo come acuto e raffinato ritrattista e come autore di pale d’altare e soggetti religiosi sulla scia della tradizione veneta e del suo amato Tiepolo.

 

Giuseppe Boldini - Autoritratto